BIOGRAFIA

Armando Renzi, nato a Roma nel 1915 da Guido e da Ermenegilda Cantelli, discende da una famiglia di illustri musicisti romani.
Suo nonno paterno, Remigio Renzi (1857-1938), fu Compositore e Professore di Organo, Contrappunto e Armonia al Liceo Musicale di S. Cecilia, che divenne Conservatorio con Regio Decreto nel 1919, e Primo Organista della Basilica di S. Pietro per oltre cinquanta anni.
Suo zio Luigi Renzi (1899-1961) fu maestro di Cappella ed Organista, nella Basilica di S. Nicola di Tolentino, prima di divenire Organista in S. Pietro a Roma.
Il giovanissimo Armando iniziò ad applicarsi alla musica fin dalla prima infanzia, seguendo gli insegnamenti del nonno Remigio, che lo disciplinò severamente allo studio dell’Arte Musicale. Alunno della “Schola Cantorum” di San Salvatore in Lauro diretta da Fratel Pacifico, geniale Pedagogo, divenne subito una promessa della musica. Quella Scuola dette frutti copiosissimi come nessun’altra se si pensa che educò alla Musica insigni musicisti, tra cui: Giacomo Setaccioli, Bonaventura Somma, Goffredo Petrassi, i fratelli Giuseppe e Guglielmo Morelli, Roman Vlad, i fratelli Fusco, lo stesso Armando Renzi, fino ai più giovani B. Nicolai e G. Zammerini. Ma “Mutati i tempi, mutati i costumi” nel 1969 la Schola Cantorum dovette chiudere i battenti.

Intanto Armando Renzi fu ammesso al Conservatorio di S. Cecilia, dove conseguì il Diploma di Pianoforte, a soli diciotto anni, con il M° Baiardi e quello di Composizione con il M° Bustini. Seguì in seguito vari corsi di Perfezionamento della Accademia di S. Cecilia: fu così allievo di Ildebrando Pizzetti per la Composizione; di Alfredo Casella per il Pianoforte; di Direzione d’Orchestra con Bernardino Molinari; di Musica d’Insieme con Arturo Bonucci; di Canto Gregoriano con il Padre Ferretti.
Inoltre ebbe anche altri illustri Maestri come Fernando Germani, per L’Organo, che contribuirono a completare la sua formazione Musicale.

La notorietà di Armando Renzi era dovuta dapprima soprattutto al pianoforte. Ad ogni minuto libero studiava i capolavori della letteratura pianistica. La sua ammirazione per Beethoven era senza limiti. Si mosse in tournèe anche in complessi cameristici nelle più grandi città italiane ed estere, anche nella veste di Compositore.

Tenne nel contempo numerosi concerti alla Radio Italiana.

Dal 1935 al ’42, dai venti ai ventisette anni di età, fu organista della Casa Reale Italiana.

Dal ’39 al ’41 tenne cicli di Concerti per Pianoforte presso gli Odescalchi di Bracciano.

Da ricordare che, sposatosi nel 1940 con la Ricercatrice scientifica Ninì Grisolia, giovane Assistente del Prof. Armellini, alla Cattedra Universitaria di Astrofisica e all'Osservatorio Astronomico di Monte Mario a Roma, dovette proprio all’amicizia con il Principe Odescalchi se gli fu risparmiato di seguire il suo battaglione in territorio russo.
La coppia ebbe 5 figli.

Dal ’43 al ’44 fu primo Organista in Vaticano.

E’ stato vincitore di vari Concorsi di Composizione, con lavori sinfonico-corali e da camera.
Nel 1941 vinceva un Concorso dell’Accademia di S. Cecilia con la Cantata “Vexilla Regis” per Coro e Orchestra. Quale Compositore si affermò ben presto, e solo per citarne alcune: per l’Opera: ”La regina in berlina”, “La bugiarda meravigliosa”, “Jenatsch”; per la Sinfonica: “Alma Ceres”, “Il cantico di Mosè” quale Cantata per solo coro; diversa Musica da camera, e, soprattutto gli Oratori: “La Morte di Ippolito”, “Sanctam per saecula”, “ Mater et magistra”, “La Cantata dell’acqua viva”.

Dal 1945 al ’53 costituì un Trio per Pianoforte, Violoncello e Corno, con il M° Selmi e il M° Ceccarossi.

Nell’immediato dopoguerra fece parte di una schiera di giovani compositori che si dedicarono alle colonne sonore di film spesso girati a Cinecittà. Come per es. il M° Ferrara o il M° Previtali, per citarne solo alcuni. Il Renzi firmò, tra le altre, la colonna sonora di “Achtung, banditi!” il primo film del regista Carlo Lizzani.

Dal 1952 al’56 ebbe l’incarico di Pianista dell’Orchestra della Rai Radiotelevisione Italiana e tenne svariati Concerti non solo da Pianista Solista ma anche nelle vesti di Compositore, nelle principali città italiane sedi di Studi RAI (Registrazioni nelle Teche Rai). Diversi Concerti furono anche diffusi nei primi programmi Televisivi.

Ma l’insegnamento ben presto lo attrasse, e, insieme al M° Macarini Carmignani fondò il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, divenendone Vicedirettore e Docente.

Nel 1960, in seguito a Concorso Internazionale, fu nominato Maestro Direttore della Venerabile Cappella Giulia della Basilica di S.Pietro in Vaticano, per la quale, per tutti i venti anni del suo incarico, ad ogni cambio di Liturgia, ha composto ed eseguito moltissima musica sacra nuova, tutt’ora giacente negli Archivi Vaticani, a seconda delle esigenze e della compagine delle voci. La Cappella constava di “fanciulli cantori”, di 18 uomini cantori, un Primo ed un Secondo Organista ed il M° Direttore. La Cappella era presente ad ogni Funzione religiosa che si tenesse presso l’Altare della Cattedra della Basilica di S. Pietro, per tutti i servizi del Capitolo Vaticano.

In quegli anni egli si compiacque dell’amicizia schietta del Cardinal Tardini e di Mons. Rufini, oltre che dei suoi collaboratori Don Antonio Allegra e Gian Battista Salvatori, come anche degli organisti M° E. Arndt e il M° V. Miserachs Grau che lo affiancò anche nel duro lavoro compositivo da aggiornare continuamente.

Armando Renzi fu l’ultimo dei grandi Maestri Direttori della Cappella Giulia (tra cui Pier Luigi da Palestrina e Domenico Scarlatti), che, nata per volere del Papa Giulio II nel 1513, fu dichiarata non più utile nel 1979/80, e quindi sospesa dal Capitolo Vaticano sotto il Papato di Giovanni Paolo II.

Eseguì diversi Concerti privati alla presenza dei Papi che hanno pontificato in quei venti anni, ma ebbe una affettuosa vicinanza soprattutto con Giovanni XXIII, presso l’appartamento del quale fu ricevuto nel 1961 con tutta la sua famiglia in occasione di un Concerto di Pianoforte solista.

Nel 1961 fu eseguito l’Oratorio “Sanctam per Saecula”, per Coro ed Orchestra, su libretto in latino di G.Perotti, in Prima assoluta nell’Anfiteatro di Assisi, sotto la Direzione del Compositore stesso.

Nel 1963, per la morte di Papa Giovanni XXIII, compose ed eseguì in S. Pietro il “Miserere”.

Nel 1964 compose l’imponente “Messa degli Educatori”.

Nel 1965 iniziò ad insegnare Composizione presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra a Roma.

Nel 1970, proseguendo la propria attività di Insegnante, su invito del suo vecchio, caro e intimo amico Nino Rota, divenne insegnante di Alta Composizione al Conservatorio Piccinni di Bari.

Nel 1973 furono trasmessi nella stagione sinfonica della Rai i “Canti Pindarici” per Coro ed Orchestra, dopo essere stati eseguiti in prima assoluta all’Auditorium RAI del Foro Italico.

Nel 1973/74 ricoprì la cattedra di Composizione al Conservatorio S. Cecilia di Roma. In seguito gli fu conferita la carica di Accademico di S. Cecilia.

Fu ricercato Membro o Presidente in numerosissime giurie di concorsi internazionali per la sua alta competenza nel campo musicale.

Ebbe varie Onorificenze tra cui la Commenda dell’Ordine di S. Gregorio Magno (da Papa Giovanni XXIII) La Stella d’Oro al Merito Lasalliano (dal Cardinal Tardini), la Croce dei Cavalieri di Malta.

Purtroppo il Diabete da cui era affetto da sempre, cominciò ad aggredirlo nei primi anni ottanta, trovandolo per di più fiaccato dalle sorti dell’amata Cappella Giulia nella quale aveva riversato tanto sapere e tante energie. Ricoprire quell’incarico, per Armando Renzi non fu un normale atto carrieristico, tutt’altro. Egli viveva come un raro privilegio poter proseguire ciò che suo nonno Remigio aveva iniziato, componendo ed eseguendo Alta Musica per la più grande Basilica del mondo.

Morì il 2 giugno 1985 a Roma, dopo lunga malattia.

Il suo buon carattere, sereno e schietto, tendente ad un frasario colorito e pieno di umorismo tipico della sua amata Roma, solo ai fini di una sana e distensiva ilarità, lo ha sempre portato a circondarsi di persone che ne apprezzavano le qualità umane oltre che artistiche.
Egli rifuggiva le adulazioni insincere, le pompe esteriori ed illusorie; amava circondarsi di amici e colleghi leali, musicisti pari suoi, con cui poteva confrontarsi senza temere immotivati sgambetti; non credeva in ciò che non fosse meritato da disciplina, impegno, studio profondo e costante.
Con il suo insegnamento, tutti coloro che, a vario titolo, gli sono stati vicino, hanno modellato vita e carriere lontano dalla ricerca di scorciatoie, all’insegna dell’onestà intellettuale e possibilmente senza ipocrisie.

Nel 2008, il suo ex allievo M° Valentino Miserachs Grau, divenuto Direttore dell’Istituto di Musica Sacra, gli dedicò una delle aule in segno di stima e di affetto.


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Omaggio ad Armando Renzi presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra Roma 12/04/2013

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Ricordi

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